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January 29 Milan 1 ***Sampdoria 1
Il Milan perde l'ultimo treno
I rossoneri bloccati in casa sull'1-1 da una buona Sampdoria. A Shevchenko (rigore) replica nel primo tempo Gasbarroni: papera di Dida. Due pali per i liguri, uno per gli uomini di Ancelotti.
MILANO, 28 gennaio 2006 - Questa volta la difesa non c'entra. Nessuna palla inattiva. A soccombere, ormai la frequanza è inquietante, è Dida che al 36' del primo tempo non vede nemmeno la palla calciata da Gasbarroni da fuori area. Sfera che gli schizza sul braccio e gonfia la rete. E' il gol che permette alla Sampdoria di pareggiare con il Milan a San Siro annullando l'effetto rigore di Shevchenko, assegnato da De Santis. La furia dei rossoneri nella ripresa non basta a domare gli ospiti che escono con un punto prezioso e meritato da San Siro che, per la prima volta, non vede vincere i rossoneri in campionato.
Il risentimento al ginocchio durante il riscaldamento accusato da Dida impone ad Ancelotti di ordinare a Kalac di prepararsi almeno mentalemente. Ma il brasiliano ce la fa. Lui è il guardiano dei rossoneri che schierano ancora una volta Inzaghi in coppia con Shevchenko. Nella Sampdoria, invece, Pavan sostituisce Zenoni, in una difesa che subisce subito il pressing rossonero. Bastassero i forfeit di Bonazzoli, Falcone e Tonetto, senza dimenticare lo squalificato Dalla Bona. Dopo quattro minuti, Bazzani chiede la sostituzione per un problema al solito ginocchio. Dentro Kutuzov, poco dopo il colpo di testa in tuffo di Inzaghi lanciato da Pirlo. Il Milan passa al 13' su rigore, e qui ci sarebbe da disquisire. Palla lunga per Inzaghi su cui frana Volpi che protesta vivacemente. De Santis concede subito il penalty, trasformato da Shevchenko. Novellino, dopo venti minuti di dominio e gran gioco milanista, infuriato ordina nuovi schemi.
E' sufficiente ai blucerchiati cambiare fequentemente gioco e agire nei piccoli spazi per mandare in paranoia i rossoneri. Volpi dirige magnificamente, Diana è imprendibile, Serginho ne sa qualcosa, e Gasbarroni si rende protagonista; i suoi spostamenti frequenti lo mettono sempre in condizione di servire l'ultimo uomo. Con Pirlo che sonnecchia e Kakà che perde troppo palla, per i liguri è festa. In pressing costante arriva il gol di Gasbarroni da fuori area. Un bolide centrale che Dida non vede nemmeno. Ma lo sente, perché la palla gli schizza sul braccio e si infila in rete. Poi è solo Samp: un palo di Volpi, uno di Castellini (con Dida sempre immobile), un rigore forse non concesso su un fallo di Gattuso su Gasbarroni. Più di cosi...
La ripresa, dopo un muro contro muro noioso, esplode con venti minuti di ritardo. Il Milan cambia faccia nell'istante in cui la Samp arretra troppo regalando spazi e potenza ai rossoneri; per di più rinforzati dalla freschezza di Gilardino entrato al posto di Inzaghi. Le occasioni non mancano ed è Antonioli a limitare i danni sulle percussioni del Milan che gioca a tutto campo, rischiando qualcosa nel contropiede doriano. Novellino si copre e toglie Gasbarroni per Zenoni. Ancelotti vuole cogliere l'attimo, togliendo Gattuso per Cafu, riproponendo il 4-4-2, con Seedorf in mezzo e Kakà a sinistra. La Samp copre gli spazi, subisce, ma riparte sfruttando spazi invitanti, soprattutto la velocità di Kutuzov. Seedorf che colpisce il palo da fuori area aggiunge una tacca al pressing del Milan, ma l'occasione non spaventa la Samp che tiene con orgoglio. Ininfluente l'ingresso di Jankulovski per Serginho. Finisce 1-1, un tempo a testa. Il Milan ora va a caccia dell'Inter.
January 22 Siena 0 *** Milan 3
SIENA, 22 gennaio 2006 - Il Milan conquista Siena battendolo 3-0, per lunghi tratti sogna di limare lo svantaggio dalla Juve, ma alla fine deve raccogliere solo la soddisfazione del successo, perché l'Empoli cede ai primi della classe. Ma, come a Livorno, i rossoneri ripetono una prestazione superlativa e rabbiosa, concedendo poco al Siena che soccombe in ogni reparto. Standing ovation a Kakà, autore di una prestazione superlativa con doppietta; tra i due gol anche quello di Shevchenko.
Sconfitta quasi prevedibile per i toscani. Se al Siena mancano giocatori di qualità come Alberto, Vergassola e Locatelli, il divario sul Milan si dilata a dismisura. Quanti problemi per Luigi Di Canio che deve ricorerre a correzioni forzate. In difesa c'è Gastaldello, a centrocampo Molinaro, in attacco Bogdani. I rossoneri, invece, in attesa di Maldini e Cafu, ripropongono Kaladze centrale con Serginho sulla fascia sinistra della difesa. La conferma in attacco è per Inzaghi, ma questa volta al fianco di Shevchenko. Ed è proprio Pippo a fare la differenza nella prima parte del primo tempo, nel quale il Milan assedia il Siena senza concedergli pause.
Mirante si danna, para il possibile, ma nulla può quando Kakà raccoglie un cross dalla bandierina e infila per il giusto vantaggio. I toscani si accorgono finalmente che giocando bassi non c'è storia; Di Canio fa avanzare il baricentro e qualcosa dal cilindro riesce a estrarre, permettendo a Chiesa di mancare il pareggio se non fosse per Dida che si ricorda di essere un felino di razza, pronto a deviare. Al 25' Stam esce per un problema muscolare, Simic lo rileva.
Il Milan sfiora gol a ripetizione; per ben due volte il Siena, quando Mirante non ci arriva, si salva sulla linea, ma nella ripartenza dei padroni di casa rischia più del dovuto. A inizio ripresa il pressing dei bianconeri sulla fonte di gioco dei rossoneri è cosa vera, al punto che dopo solo pochi secondi, in una bambola colossale della difesa milanista, Chiesa colpisce un palo clamoroso con Dida battuto. Campanello d'allarme che sveglia il Milan, pronto a rintrare nei ranghi e schiacciare il Siena nella sua trequarti.
La squadra di Di Canio risponde in contropiede, mossa che fa allungare le squadre, ma che costringe i toscani a rischiare troppo, subendo le cavalcate imperiose di Serginho e Seedorf e le accelerazioni di Kakà. Mirante fa l'ennesimo miracolo su Inzaghi, ma sbaglia la cosa più facile non trattendo una palla facile; per Shevchenko, fino a quel momento poco in partita, raccogliere e infilare è un'inezia. Forte del vantaggio, con un centrocampo impeccabile, la strada diventa scorrevole e in discesa. Di Canio inserisce Guzman e Falsini per Negro e Gastaldello per cercare una rimonta impossibile. Con Gilardino al posto di Inzaghi, il Milan dal canto suo manca più volte il 3-0 che però Kakà non sbaglia. Splendido il brasiliano nel trafiggere Mirante con un diagonale millimetrico.
January 16 E' Finita Roma 1***Milan 0
ROMA, 15 gennaio 2006 - La Juventus non può che sorridere, con l'Inter a meno 10 e il Milan a meno 12. Meglio di così...I rossoneri perdono l'ennesimo treno raccogliendo all'Olimpico una sconftta bruciante , maturato nel finale di partita su un gol di Mancini. Bella la vittoria della Roma perché cercata con una prova di attesa; cucita su misura sul Milan che raccoglie la quinta sconfitta e con ogni probabilità dice addio ai sogni di rimonta.
Roma-Milan è sfida stimolante. Luciano Spalletti non vuole assistere a dèja-vu a cui si sono ormai abituati i tifosi giallorossi che negli utlimi anni hanno assistito a troppi trionfi rossoneri. E' il 4-2-3-1 lo schema che il tecnico oppone all'ormai consolidato 4-4-2 di Ancelotti, con la sola variante Tommasi al posto di Mancini. Tutto confermato invece nel Milan che per i primi venti minuti detta legge. I rossoneri aggrediscono alto, a tratti con impeto, con frustate tattiche che la Roma soffre a dismisura, ma tutto si placa al limite dell'area di Dioni, presidiata con autorevolezza dai quattro guardiani della difesa. Conti alla mano, il taccuino annota al 12' l'unica vera palla gol del primo tempo. E' di Seedorf, che agguanta un pallone controllato malissimo da De Rossi e impegna con un pallonetto magistrale Doni.
Il problema è semplice; la Roma non fa pressing sui portatori di palla rossoneri che a tratti sono incontenibili. Ma non tutto fila liscio nel Milan. Sulla sinistra, terra incontrastata di Serginho, fatica e quando il brasiliano trova il varco inventa cross inguardabili. Per di più Kakà non corre in aiuto a Gattuso quando dovrebbe permettendo ai giallorossi di ripartire con efficacia. Aquilani raddoppia sui centrali e si fa ammirare per i suoi inserimenti; Perrotta è abile con gli inserimenti da dietro, ma, come accade al Milan, tutto si placa al limite dell'area. La Roma cresce e i rossoneri faticano di più, evidenziando l'errore di ripartire troppo lentamente rendendo tutto prevedibile.
Idea Ancelotti: torniamo all'antico. Così, nella ripresa, riecco il 4-3-1-2 rossonero, con Kakà al posto giusto; almeno nei piani, perché il brasiliano risulta assente. Ne consegue che Pirlo abbia più libertà e Seedorf possa orchestrare senza imposizioni sulla linea centrale. Ma la Roma, controllando gli spazi stretti e sfruttando il contropiede e la classe di Totti, scuote il Milan che spesso deve ricorrere alla maniere forti per tarpare le ali al capitano giallorosso. Compreso che in mezzo non c'è storia, che il filtro spesso salta, Ancelotti toglie Gattuso per Ambrosini, chiedendo al biondo rossonero più compattezza. Entra poi Mancini per Aquilani, regalando alla squadra più fluidità e penetrazione; caricando ulteriormente il pressing destinato a diventare l'arma vincente. Esce anche Pirlo (dentro Rui Costa), ma nel gioco delle sostituzioni ne guadagna Spalletti perché è proprio Mancini a metterla dentro, complice una deviazione di Stam, per una vittoria giusta, che fa poche grinze. Inutile l'ingresso di Inzaghi per Gilardino e il tentativo di Seedorf di scuotere la squadra. La Roma passa. Come ai vecchi tempi.
Fonte:Gazzetta dello Sport. January 11 Milan 4 *** Parma 3
Milan coi Brividi Primo tempo scoppiettante al Meazza nel posticipo della penultima d'andata, in cui il Milan di Ancelotti ha la chance di superare l'Inter, fermata nel pomeriggio sullo 0-0 a Siena, e tornare al secondo posto, prima del calcio d'inizo bel momento con 30 bambini della scuola di Beslan, al centro di un drammatico fatto di cronaca nel 2004, ospiti a san Siro, rossoneri ancora con una difesa d'emergenza, senza Maldini, Cafu e Stam (bloccato dall'influenza), confermati pertanto Stam e Kaladze, si torna al "rombo", ma il modulo conta poco perchè i padroni di casa fanno subito un sol boccone del Parma. Occasioni in serie infatti per Seedorf, Kakà, Shevchenko e l'ex di turno ed osservato speciale Gialrdino, ducali frastornati, ma il calcio è strano, e alla prima ... non-occasione, segna la squadra di Beretta. In effetti una palla buona Marchionni in avvio ce l'ha, ma la sua conclusione non è abbastanza convinta, poi ci pensa Dida, davvero in momento no, infortunio su corner ospite, presa inguardabile e regalo a Paolo Cannavaro, tap in a porta vuota e 0-1 al 24'. Ma i fantasmi lasciano presto il pubblico di fede milanista, in nove minuti rimonta e allungo, Kakà provoca al 27' un autogol di Cardone, che in scivolata beffa il debuttante Guardalben, da palermo a parma in cambio di Pupatlli, per anticpare gli avnti di casa, al 34' 2-1 di Gilardino, che, come "promesso", esulta, anche se compostamente, dopo il gol agli ex compagni, grande stacco in anticipo sul portiere in uscita su cross al bacio di Sheva, chiude il conto al 36' Kakà, bel destro di precisione dal limite a coronamento di una delle tante manovre da circoletto rosso innescate in un primo tempo da applausi da Pirlo, rossoneri padroni del match, emiliani davvero inconsistenti e con Marchionni troppo isolato in avanti. Ripresa, Milan meno prorompente ma sempre pericoloso, ancora con Gilardino, sussulto del Parma al 53' con Cardone, colpo di testa appena largo. Beretta prova Bonera, out da tre mesi, e Dessena, fanno loro spazio Cannavaro e Bolano. Bella l'azione che porterebbe al poker dell'undici di Ancelotti al 69', segna Sheva, ma il fischio di Mazzoleni per un offisde in partenza arriva nitido prima dell'ipotetico 4-1 dell'ucraino. E, a sorpresa, si passa al 3-2, perchè al 70' Marchionni, il migliore degli ospiti, prende d'infilata la retroguardia di casa e mette dentro, sull'uscita di Dida, il pallone che riapre la partita. Ancelotti si cautela con Rui Costa per Kakà, il portoghese si posiziona dietro a una linea a tre di centrocampo, si passa così al 4-1-3-2, la reazione è affidata a Shevchenko, colpo di testa alto su centro proprio del nuovo entrato, altro cambio, di modulo e formazione, fuori Gilardino per Ambrosini e "albero di Natale" 4-3-2-1. Déjà vu poco gradito per i tifosi di casa all'80', Serginho, come già in un paio di occasioni nel primo tempo, lascia tutti sul posto sullo scatto e si proietta in area, per poi sprecare tutto, , ma 60" dopo il Milan rimette il match in ghiaccio, numero di Rui Costa sula fascia destra, Contini messo fuori gioco, cross basso per il taglio sul primo palo di Sheva, che punisce l'uscita "timida" di Guardalben col tocco del 4-2. Come non detto, il Parma mostra grandisismo carattere, ancora Marchionni si produce in uno slalom in area, in realtà coadiuvato da una retroguardia rossonera decisamente poco reattiva, e supera ancora l'estremo brasiliano di Ancelotti, 4-3 a 6' dalla fine. Ultimi avvicendamenti, dentro Dedic per gli ospiti, Costacurta per i padroni di casa, il sacrificato è Serginho. Milan in apprensione, una punizione di Bresciano dalla distanza è forte ma "telefonata" e Dida blocca, senza esito per i ducali una mischia a 2' dal 90' su affondo sempre di Marchionni. Una chiamata arbitrale (fallo non ravvisato su Grella) fa infuriare Beretta, espulso prima del recupero, ma il Milan resiste, mette in carniere tre punti fondamentali ed è secondo da solo a -9 dalla Juve e un punto avanti all'Inter. December 22 Livorno 0***Milan 3
LIVORNO, 21 dicembre 2005 - Un Milan travolgente fa a pezzi i sogni del Livorno con una vittoria ineccepibile e non inferiore a quella ottenuta contro la Juventus. I toscani non possono nulla davanti allo strapotere rossonero che con una prova magistrale dominano quasi tutti i novanta minuti della gara. Difesa quasi perfetta e conferma per Gilardino che regala una doppietta nella quale Shevchenko, che segna la terza rete, mette sempre lo zampino.
Il Milan in difesa non ha le stampelle, ma poco ci manca. Sicuramente ha gli uomini contati, perché oltre agli assenti Maldini e Cafu, Ancelotti deve rinunciare anche a Stam. Difesa obbligata con Simic e Serginho laterali, Nesta e Kaladze centrali. Seedorf vince il ballottaggio con Ambrosini; in attacco Gilardino e Shevchenko garantiscono tenuta, anche perché Vieri e Inzaghi sono a casa. Livorno confermato, con la sola eccezione di Colucci al posto di De Ascentis, uno dei cinque centrali che devono fare muro e pressare sui rossoneri. Ma il Milan disputa un primo tempo eccellente, fatto di possesso palla e verticalizzazioni micidiali, alternate dalle devastanti progressioni di Serginho che mette sempre in crisi i livornesi. Il brasiliano trova in Seedorf un ottimo complice, abile l'olandese a spianare la strada alle folate del sudamericano.
C'è aggressività alle stelle su entrambi i fronti, ma il Livorno non trova i varchi che più gli aggradano. La chiave? L'aggressività del Milan sui portatori di palla toscani. Come in occasione del gol, dove Sheva vola e serve Gilardino, lesto a infilare con classe Amelia in uscita. A dare l'impulso ai padroni di casa è Lazetic, un sette polmoni di rara efficacia, abile nel risalire la corrente e servire palle in mezzo. Gli amaranto cercano insistentemente l'uno contro uno e i calci piazzati, cercando di cogliere i rossoneri impreparati e, guarda caso, in due occasioni, con Dida impacciato solo cuore e furore permettonio al Milan di mantenere il vantaggio, anche se i rossoneri mancano tre volte il raddoppio, prima con Kakà, poi con Sheva, quindi con Serginho.
La ripresa ha connotati scontati. Il Livorno pressa con il furore di chi deve risalire la corrente, mentre il Milan si scatena in contropiede. Ripartenze dolorose sulle ali di Seedorf o Kakà. L'olandese è micidiale quando, palla al piede, giganteggia negli spazi brevi e si beve la pianura: prima offre un palla a Gilardino che il bomber tocca male, permettendo a Colucci (che lascia il posto a De Ascentis) di far carambolare la sfera sul palo. Poi, quando dopo un tocco geniale di Sheva, mette al centro per Gila che questa volta non sbaglia a infilare il 2-0. Il gol permette al Milan di rallentare il ritmo e gestire la partita a suo piacere. Troppo per il Livorno che subisce anche il 3-0. Dopo l'ennesima sgroppata di Serginho, steso da Vargas al limite, Pirlo pennella per Sheva che in tuffo di testa capitalizza. Fuori Lazetic per Pfertzel e Cesar Prates per Paulinho, Donadoni cerca impossibili rimonte. Il Milan, che gestisce senza problemi, cambia invece Seedorf e Gilardino; dentro Ambrosini e Rui Costa. Kakà, che venerdì si sposerà a San Paolo, lascia invece a Jankulovski. Piccoli ritocchi per un grande segnale alla Juventus. Il Milan augura sì un Buon Natale, ma conferma che il peggio è passato. Come dire: anno nuovo, vita nuova.
December 18 Milan 4 ***Messina 0
MILANO, 18 dicembre 2005 - Un poker che non fa una grinza. La risposta più autorevole alla Juventus, che adesso è a più 9 in classifica. Il 4-0 del Milan al Messina regala importanti risposte ad Ancelotti che oltre a gustarsi la doppietta di Sheva, la punizione capolavoro di Pirlo e la rete di Gilardino, assiste sbalordito alla prestazione straordinaria di Kakà, principe senza rivali, vero ispiratore della squadra rossonera.
E pensare che nella tormentata vigilia il tecnico rossonero era stato assalito da dubbi. Soprattutto in attacco, dove a risolvere è il forfeit di Inzaghi, vittima di un problema muscolare. Così sono ancora Shevchenko e Gilardino i terminali offensivi. In difesa, senza Nesta e Maldini, giocano Simic a destra e Serginho a sinistra, mentre Kaladze viene confermato difensore centrale al fianco di Stam.
Il Messina propone un centrocampo a trazione anteriore, dove è Sculli il padrone della fascia sinistra, preferito a Donati che si accomoda in panchina. Copione prevedibile e tutto sommato noioso. Davanti a Storari c'è una diga umana, pronta a ribattere colpo su colpo al dominio del Milan che fatica però a trovare il varco giusto e un gioco costante. Per evitare le puntuali chiusure, i rossoneri fanno girare la palla attendendo il momento giuisto per lanciare le folate di Serginho, Kakà e Seedorf.
Il vantaggio rossonero nasce su un fallo molto dubbio di Orolunleke su Gilardino, immediatamente punito da Tagliavento con un rigore che Shevchenko trasforma. A dire il vero sarebbe più da dischetto il fallo successivo sull'ex attaccante del Parma, ma questa volta l'arbitro ternano lascia correre. Il Milan potrebbe raddoppiare in più occasioni, ma dall'altra parte c'è Storari che si esalta in parate spettacolari. E sono proprio i rossoneri a rischiare nel finale del primo tempo sul contropiede messinese, sempre innescato dalla velocità di Sculli e D'Agostino, spostato saggiamente sulla destra da Mutti. Ci provano i giallorossi a mettere in apprensione Dida e la difesa rossonera con un pressing aggressivo e solo un'inezia priva Sculli del possibile pareggio dopo un'indecisione di Serginho.
La partenza aggressiva del Milan nella ripresa non dà scampo al Messina. Il raddoppio, ancora di Shevchenko, è un numero d'alta scuola, esaltato dal colpo di tacco di Kakà per l'ucraino che fissa il 2-0. Giornata straordinaria (o ordinaria?) quella del brasiliano; autentico uomo-squadra, su cui le doppie marcature hanno poco efficacia. Il gol rossonero ha il potere di tranquillizzare il Milan che si concede pause più lunghe, optando per le ripartenze improvvise, gestite dalle falcate eleganti di Kakà che cerca soluzioni personali sempre pericolose. Vieri entra per Sheva, Donati sostituisce Leke, proprio mentre il Messina tenta impossibili rimonte; soprattutto con Zampagna, la cui punizione viene deviata con istinto da Dida. Milan attento però in difesa; molto pratico a discapito dalla sua classe. L'ingresso di Ambrosini per Seedorf è vitamina, perché il biondo centrocampista fa capire di essere già al 100 per cento. Recupero fondamentale che coincide con l'ennesima straordinaria punizione di Pirlo e il 4-0 di Gilardino, servito proprio da Ambrosini.
Il segnale alla Juve è forte e chiaro. Ancelotti ora può sorridere: difesa imbattuta, Kakà senza limiti. A Livorno serviranno molto.
December 07 Mlan 3***Schalke04 2
December 03 Chievo 2 *** Milan 1MA VAFFANCULO!!!! COME SI FA A GIOCARE COSI!!!!!!!
I veronesi battono meritatamente 2-1 i rossoneri. Dopo i gol di Kaladze e Pellissier e un palo di Malagò, nella ripresa arriva la rete della vittoria di Tiribocchi entrato al posto di Amauri.
CHIEVO-MILAN 2-1 (1-1)
MARCATORI: 22' pt Kaladze (M), 46' pt Pellissier (C), 37' st Tiribocchi (C) CHIEVO (4-4-2): Squizzi; Malagò, Mandelli, Scurto, Lanna; Semioli, Sammarco, Giunti, Franceschini; Amauri (35' st Tiribocchi), Pellissier (29' st Obinna. (Alfonso, Moro, Mantovani, Zanchetta, Luciano). Allenatore: Pillon.
MILAN (4-3-1-2): Dida; Stam, Nesta, Maldini (1' st Simic), Kaladze; Gattuso, Pirlo, Jankulovski; Rui Costa (19' st Kakà); Shevchenko (24' st Inzaghi), Gilardino. I(Kalac, Costacurta, Vogel, Vieri). Allenatore: Ancelotti
ARBITRO: Pieri di Lucca
NOTE: Pomeriggio freddo, terreno in discrete condizioni. Spettatori: 25.000 circa. Ammoniti: Malagò, Simic, Jankulovski, Nesta, Tiribocchi. Angoli: 4-3 per il Milan. Recuperi: 1' pt e 4' st. November 30 COPPA ITALIA MILAN 3 - BRESCIA 1
November 27 Milan 2***Lecce 1
November 24 Fenerbahce 0 *** Milan 4
November 08 Milan 5 ***Udinese 1
Il Miglior Milan Della Stagione
miglior Milan della stagione". Carlo Ancelotti il giorno dopo il 5-1 all'Udinese si congratula con i suoi: "La squadra è cresciuta molto, specie sotto il profilo delle individualità, è una crescita generale di tutti, sono contento per Gilardino, perchè si è sbloccato a San Siro ma in assoluto credo sia stata la migliore prestazione della stagione. Non parlerei però di alti e bassi per il Milan, abbiamo avuto qualche problema col Psv ma stiamo giocando con molta continuità. A inizio stagione il problema era lo stato non brillante di qualcuno, ma mi sono sembrati eccessivi certi giudizi che parlavano di un Milan a fine ciclo".
Ieri Kakà ha fatto vedere cose pregevoli anche se ha fatto arrabbiare il tecnico per un po' di superficialità sotto porta: "Io amo vedere giocare Kakà, specie quando fa gol, quando li sbaglia un po' meno". Ora partirà per il Brasile, al Milan nessuno si lamenta per le convocazioni dei suoi nazionali... "Noi i nostri li mandiamo volentieri in nazionale, Kakà è in buona condizione e non gli farà male giocare con il Brasile, se uno non sta bene magari ha più bisogno di lavorare ma non è il suo caso". Quattro anni e un giorno da tecnico del Milan, quali le sensazioni di Ancelotti? "Speriamo sia l'inizio di un nuovo quadriennio". L'Inter è fuori dalla lotta per lo scudetto? "Per loro sarà un po' più dura, ma non è una corsa a due per il titolo, se la Fiorentina alla ripresa del campionato ci batte entrano anche loro nella lotta".
Anche la Juve è attesa ad una gara non facile dopo la sosta, all'Olimpico contro la Roma: "Fiorentina e Roma sono due squadre in salute, sarà complicata per noi e per la Juve". Il tecnico rossonero non vuol stilare classifiche tra il suo reparto offensivo e quello di Capello: "Ognuno guarda in casa propria, io penso di avere quattro attaccanti bravi ed anche loro credo la pensino alla stessa maniera. Tra i nostri attaccanti non c'è gerarchia, gioca chi sta meglio ed in base ad una rotazione indispensabile quando ci sono più partite. La squadra sta bene, la stagione è lunghissima, dobbiamo fare meglio in Coppa ma va bene così".
MILAN UDINESE
5----- 1
Gilardino (M), 37' Seedorf (M), 45' Pirlo (M), 63' Gilardino (M), 70' Iaquinta V. pen (U), 77' Kaka' Milan: Dida, Cafu, Nesta, Maldini, Serginho, Gattuso, Pirlo, Seedorf, Kakà (35' st Vogel), Inzaghi (26' st Rui Costa), Gilardino. Manager Ancelotti Udinese: Paoletti, Bertotto, Sensini, Felipe, Candela, Pinzi, Obodo, Mauri, Muntari (7' st Di Michele), Iaquinta, Di Natale. Manager: Cosmi
October 30 Milan 3 Juventus 1
October 27 Empoli 1 Milan 3La sesta vittoria consecutiva del Milan è senza dubbio la più bella della serie. Perché al Castellani sono il turnover e l'infermeria a fare notizia. Un Milan senza Stam, Nesta e Maldini contemporaneamente non si è mai visto, ma il 3-1 finale all'Empoli la dice tutta sulla prestazione dei rossoneri. Vittoria bella, cercata con rabbia. Con la voglia addosso di Gilardino e Vieri, doppietta per l'ex Parma che poi si esalta trascinando tutta la squadra, nerazzurro compreso, finalmente in rete. Successo ancora più bello che arriva ancora in rimonta dopo il gol di Vannucchi.
EMPOLI-MILAN 1-3 (primo tempo 1-1)
MARCATORI: nel pt 34' Vannucchi (E), 46' Gilardino (M); nel st 5' Gilardino (M), 10' Vieri (M) EMPOLI (4-3-2-1): Berti, Lucchini, Coda, Pratali, Bonetto, Buscè, Ficini (40' st Pozzi), Moro (7' st Riganò), Almiron (31' st Lodi), Vannucchi, Tavano (23 Balli, 15 Vanigli, 33 Zanetti, 18 Serafini). All: Somma.
MILAN (4-3-1-2): Dida, Cafu, Simic, Costacurta, Kaladze, Seedorf (40' st Vogel), Pirlo, Jankulovski (15' st Gattuso), Rui Costa, Vieri, Gilardino (22' st Kakà) (16 Kalac, 76 Marzoratti, 27 Serginho, 9 Inzaghi). All: Ancelotti.
ARBITRO: Trefoloni di Siena.
NOTE - Angoli: 10-6 per il Milan. Ammoniti: Pirlo per gioco falloso. Recupero: 1' e 5'. Spettatori: 10 mila (abbonati 4557, quota 45.783). PIPPO GOOOL PIPPO GOLLL PIPPOOO GOOOLLGrande PIPPO! Bentornato! grazie a SuperPipo il Milan vince in casa contro un Parlemo difficile, aprono le marcature proprio i visitanti, ma un'EUROGOL! di Gatusso (bentornato a essere un milanista) e una PRODEZZA DI PIPPOGOL!! il Milan sta lì a caccia della juventus.
MILAN 2 PALERMO 1 28' Caracciolo (P), 30' Gattuso (M), 77' Inzaghi (M) Milan: Dida, Stam, Costacurta, Maldini, Serginho, Gattuso (29' st Seedorf), Vogel (1' st Pirlo), Jankulovski, Kakà, Inzaghi, Gilardino (21' st Vieri) Manager: Ancelotti Palermo: Santoni, Zaccardo, Barzagli, Terlizzi, Grosso, Santana, Corini, Mutarelli (31' st Codrea), Gonzalez (23' st Bonanni), Makinwa (21' st Pepe), Caracciolo Manager: Delneri Referee: Farina Yellow cards: Gilardino (Mil), Mutarelli M. (Pal), Santana M. (Pal) |
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